CENTRO ECCELLENZA QUALITA'

Ricerca applicata - Trasferimento tecnologico - Prove e tarature - Formazione

 Il CEQ è in prima linea nell'emergenza legata alla pandemia di COVID-19: APERTI per testare mascherine facciali e relativi materiali! Clicca QUI per saperne di più e accedere al servizio! Oppure QUI per visitare il nostro sito web    
Domenica, 05 Aprile 2020 22:14

Maschere facciali ad uso medico. Test di validazione

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Al CEQ è possibile validare maschere facciali ad uso medico (le cosiddette "Mascherine chirurgiche") nel completo rispetto della norma europea UNI EN 14683:2019, che prevede le seguenti verifiche: verifica del modello in relazione alla sua forma (adesione al volto, "vestibilità") e alla sua resistenza (materiali): la verifica viene effettuata dal CEQ sia sulla base di prova d'uso che con controlli strumentali (es. prova di lacerazione) determinazione della respirabilità (pressione differenziale alla portata di 8 L/min su una superficie di circa 5 cm2): indica il grado di confort respiratorio della maschera determinazione della capacità di filtrazione batterica (BFE), per valutare la capacità di intercettare droplets e batteri in essi contenuti, a seconda della tipologia di maschera determinazione della pulizia microbica (bioburden), per valutare il grado di pulizia della  linea produttiva delle maschere valutazione della biocompatibilità: viene solitamente valutata documentalmente sulla base dei materiali e dei trattamenti eseguiti, accompagnata da una prova pratica di uso per rilevare eventuali effetti dannosi come irritazione cutanea, arrossamenti, sensibilizzazioni, difficoltà respiratorie, ecc.; quando necessario si commissionano veri e propri test citotossicologici in vitro a laboratori esterni determinazione della resistenza agli spruzzi, per le maschere che devono offrire protezione agli spruzzi di liquidi biologici (sangue, urine, saliva, ecc.) Dato che il test BFE, fondamentale per la determinazione della efficacia filtrante della maschera, è piuttosto lungo (trattandosi di un test microbiologico basato sullo sviluppo di colonie batteriche) e non fornisce informazioni sulla capacità filtrante a dimensioni inferiori a 0.65 µm, il CEQ ha messo a punto un test orientativo non ufficiale, denominato PFE (Particle Filtration Efficiency) e basato sulla selezione dimensionale e sulla conta delle particelle di aerosol (droplets) che attraversano la maschera. Questo test è in grado di selezionare le goccioline di aerosol in 6 classi da 0.3 µm a 10 µm e per ciascuna di essere determinare il grado di filtrazione. In particolare la classe inferiore, da 0.3 µm a 0.5 µm circa, che non viene intercettata dal metodo ufficiale, è interessante perché goccioline di quelle dimensioni potrebbero "ospitare" genti virali (es. Coronavirus). Per i test di respirabilità e di resistenza agli spruzzi il CEQ ha progettato, realizzato e calibrato appositi strumenti di misura secondo la normativa; per la Particle Filtration Efficiency viene utilizzato uno strumento basato sulla rilevazione mediante laser scattering, applicato ad un'apparecchiatura che riproduce in una camera di prova condizioni analoghe a quelle della BFE, per avere la migliore correlabilità possibile. La validazione secondo la norma UNI EN 14683:2019 consente la classificazione della maschera secondo 3 diverse tipologie: Tipo I: sono destinate prevalentemente all’uso da parte di pazienti o di sospetti contagiati Tipo II: sono destinate prevalentemente all’uso da parte di personale sanitario o assimilato (es. servizi di pubblica assistenza, trasporto malati, ecc.) durante normali operazioni di assistenza sanitaria Tipo IIR:sono destinate all’uso di personale sanitario in manovre che possono comportare la fuoriuscita di liquidi organici (es. applicazione di fleboclisi o cateteri, prelievi di sangue, iniezioni, interventi chirurgici od odontoiatrici)    Caratteristica Tipo I Tipo II Tipo IIR    Efficienza di Filtrazione Batterica (BFE)  ≥95%  ≥98%   ≥98%  Respirabilità (pressione differenziale)  < 40 Pa/cm2  < 40 Pa/cm2   < 60 Pa/cm2   Pulizia microbica  ≤ 30 CFU/g  ≤ 30 CFU/g   ≤ 30 CFU/g   Resistenza agli spruzzi  = = ≥ 16 kPa Il soddisfacimento di questi requisiti è condizione per la marcatura CE delle maschere filtranti ad uso medico secondo la DIrettiva Dispositivi Medici (93/42/CEE) e secondo il Regolamento Dispositivi medici (MDR) che da maggio 2021 definitivamente sostituirà la suddetta direttiva, come Dispositivi Medici di Classe I. N.B.: In base all'Art. 3 della  Decisione di Esecuzione (UE) 2020/437 della Commissione Europea del 24 marzo 2020 "Le norme armonizzate per i dispositivi medici elaborate a sostegno della direttiva 93/42/CEE e figuranti negli allegati I e II della presente decisione non possono essere utilizzate per conferire una presunzione di conformità ai requisiti del regolamento (UE) 2017/745". Fra le norme riportate negli Allegati di cui sopra si trova anche la EN 14683; pertanto: la norma EN 14683:2019 è norma armonizzata e come tale fornisce presunzione di conformità per la DIrettiva Dispositivi Medici (93/42/CEE) la norma EN 14683:2019 non può essere ritenuta norma armonizzata per il Regolamento Dispositivi Medici (UE) 2017/745, e quindi da sola non fornisce presunzione di conformità; sono cieè richiesti elementi aggiuntivi per la validazione clinica (è auspicabile che prima del maggio 2021 venga pubblicato un aggiornamento della norma per conferirle lo status di noram armonizzata). Il Laboratorio CEQ è in grado di offrire supporto alle imprese che intendono immettere sul mercato tali dispositivi con marcatura CE. Per ogni informazione rivolgersi al Laboratorio CEQ ai seguenti recapiti: Telefono: +39-0572-954552 Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Mercoledì, 01 Aprile 2020 12:27

Maschere filtranti ex Art. 16 c.2

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EMERGENZA CORONAVIRUS Il DL "Cura Italia" ha introdotto all'Art. 16 comma 2, per il periodo emergenziale (ad oggi fino al 31.01.2021), anche una tipologia di dispositivo, denominato genericamente "maschera filtrante", per la quale lo stesso DL non prevede particolari requisiti tecnici: specifica solo che sono "prive del marchio CE e prodotte in deroga alle vigenti norme sull'immissione in commercio". Il comunicato del Min. Salute del 18.03.2020 chiarisce che è cnsentito "a tutti gli individui presenti sul territorio nazionale, a cui è comuqnue richiesto di rispettare le disposizioni i tema di distanziamento sociale e le altre regole precauzionali introdotte in ragione dell'emergenza COVID-19, di utilizzare  a scopo precauzionale mascherine filtranti che per la loro destinazionenon si confgurano né come DM né come DPI". Per tali "mascherine filtranti" (il cui impiego è vietato durante il servizio da parte degli operatori sanitari e agli altri lavoratori che hanno prescizioni per l'uso di DPI, i produttori devono garantire che "non arrechino danni né determinino rischi aggiuntivi per gli utilizzatori secondo la destinazione d'uso prevista dai produttori" stessi. Il Laboratorio CEQ, a sostegno dei suddetti produttori di "Mascherine filtranti", ha organizzato un servizio che mira: da un lato a verificare che le mascherine siano oggettivamente sicure in relazione alla destinazione d'uso dichiarata" dall'altro a valorizzare tali dispositivi, nel rispetto assoluto del ruolo loro assegnato dalle disposizioni vigenti, mettendone in evidenza le peculiarità funzionali rivolte all'utilizzatore tipo, costituito da soggetti della popolazione non in esercizio di attività lavorative o sanitarie (per cui si devono usare gli appositi dispositivi)  ma in attività non lavorative, durante le quali è comuqnue richiesta l'appliczione di norme precauzionali. Per questo è nato il servizio CMASK-NP per produttori di maschere filtranti non professionali ex Art.16 c.2, che abbina 2 attività: un'attività di verifica attraverso prove di laboratorio volte ad assicurare gli elementi essenziali di sicurezza: ergonomia, rubustezza e capacità filtrante un'attività di consulenza documentale, con le indicazoni per la marcatura nel rispoetto delle leggi e la redazione di una scheda tecnica di accompagnamento che fornisce le caratteristiche tecniche e funzionali essenziali e le istruzioni elementari per il corretto uso della maschera. In questo modo il produttore da un lato valorizza il suo prodotto nei confronti del cliente e dell'utilizzatore, dall'altro ne chiarisce la destinazione e le modalità di impiego e le caratteristiche offerte, per un impiego sicuro e conforme alle disposizioni di protezione reciproca. Si raccomanda di visionare la Scheda del servizio CMASK-NP scaricabile da qui, nella quale sono esposti i dettagli del servizio, la campionatura necessaria, i prezzi e i termini di consegna. Per accedere al servizio, utilizzare i 2 moduli seguenti (compilabili direttamente on line senza bisogno di stamparli): Mod. SRPMF, Scheda Richiesta Prova Maschere Facciali, per la richiesta delle prove su maschere facciali (o tessuti per maschere) Mod. SAC, Scheda Anagrafica Cliente, per comunicare i dati anagrafici e amministrativi al CEQ (passo necessario ad attivare il servizio, non necessario per i clienti già registrati) Si ricorda che per questo tipo di maschere filtranti non è necessaria alcuna autorizzazione in deroga e non deve essere applicata la marcatura CE.
La validazione delle maschere facciali ad uso medico (le cosddette "mascherine chirurgiche") è uno degli ultimi servizi attivati dal Laboratorio CEQ, che si impegna così a sostenere la produzione nazionale di questi dispositivi medici che necessitano di test specifici per l'immissione sul mercato o comunque per essere messi a disposizione delle imprese. La norma UNI EN 14683:2019 che stabilisce i requisiti e i metodi di prova per questi dispositivi, prevede alcune verifiche specifiche che il CEQ è in grado di eseguire, grazie ad attrezzature appositamente progettate, realizzate e calibrate dai propri tecnici. Tali verifiche includono: verifica della costruzione e dei materiali impiegati, per assicurare la robustezza, la buona adattabilità al volto, la corretta esecuzione delle lavorazioni la verifica della capacità di filtrazione, per garantire l'efficacia protettiva del dispositivo la prova di respirabilità, per garantire una respirazione adeguata, non faticosa, a chi la indossa anche per ore e ore di servizio la verifica della pulizia microbica, per controllare che il processo produttivo sia stato gestito in condizioni sufficientemente pulite anche se non sempre necessariamente sterili la verifica della biocompatibilità, cioè l'assenza di sostanze che possano causare irritazione o sensibilizzazione durante l'uso, o peggio provocare danni alle cellule del nostro organismo la resistenza agli spruzzi, solo per le maschere che devono essere utilizzate in procedure mediche che potrebbero comportare la proiezione di spruzzi di liquidi contaminati per le prove di validazione di maschere facciali ad uso medico (le c.d. "mascherine chirurgiche"), in modo che la produzione nazionale che in queste settimane si sta riattivando trovi la possibilità di validare le soluzioni prodotte e le metta a disposizione di chi ne ha necessità. La citata norma UNI EN 14683:2019 suddivide le maschere facciali ad uso medico in 3 tipologie, in funzione delle caratteristiche sopra determinate, secondo la tabella seguente. Caratteristiche e classificazione delle maschere facciali ad uso medico Caratteristica Tipo I Tipo II Tipo II R Efficienza di filtrazione batterica (BFE) ≥ 95% ≥ 98% ≥ 98% Respirabilità (differenza di pressione) < 40 Pa/cm2 < 40 Pa/cm2 < 60 Pa/cm2 Resistenza agli spruzzi Non richiesta Non richiesta ≥ 16.0 MPa Pulizia microbica [°] ≤ 30 CFU/g ≤ 30 CFU/g ≤ 30 CFU/g [°] CFU (Colony Forming Unit, Unità formanti colonie) è l’unità di misura della carica microbica I test microbiologici (efficienza filtrante e di pulizia microbica) sono affidati a laboratori esterni qualificati e convenzionati, mentre gli altri test e la verifica generale della realizzazione, del confezionamento e della marcatura viene effettuata al CEQ. Al termine della serie di controlli il Laboratorio rilascia: un rapporto di prova che include i risultati di tutti i test eseguiti una scheda tecnica che, sulla base dei dati forniti dal produttore e dei risultati delle prove eseguite, descrive le caratteristiche costruttive, tecniche e prestazionali della maschera; tale scheda, trasferita dal produttore sulla propria carta intestata, diviene il "biglietto da visita" della maschera stessa. Da questa pagina si possono scaricare diversi documenti utili a comprendere meglio il servizio: un documento illustrativo dei controlli sulle maschere, con i relativi prezzi e tempi previsti, nonché la campionatura necessaria un documento illustrativo dei controlli sui materiali tessili necessari a produrre maschere, anch'essi con prezzi, tempi e campionatura un listino per le singole prove una breve guida per chi si accinge a produrre maschere facciali ad uso medico, con le istruzioni per procedere nel modo corretto. Per ogni chiarimento è possibile rivolgersi all'Ing. Giuseppe Gori, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., mob. 333-1919206
L'emergenza legata alla pandemia di Coronavirus COVID-19 sta mettendo a dura prova il Sistema Sanitario Nazionale, e in particolare il personale medico e paramedico degli ospedali, ma anche i medici di famiglia, la protezione civile, le forze di polizia, il terzo settore, le Residenze Sanitarie Assistite,  ecc.. Fra le conseguenze di tale emergenza si registra la carenza di dispositivi come le maschere facciali ad uso medico, che da anni non venivamo più prodotte in quantità significative in Italia. Per dare un contributo concreto a chi deve affrontare l'emergenza COVID-19 sul fronte sanitario, certamente il più esposto in questa fase, il CEQ ha messo a punto in tempi rapidi apparecchiature e procedure in conformità totale alla norma UNI EN 14683:2019 per le prove di validazione di maschere facciali ad uso medico (le c.d. "mascherine chirurgiche"), in modo che la produzione nazionale che in queste settimane si sta riattivando trovi la possibilità di validare le soluzioni prodotte e le metta a disposizione di chi ne ha necessità. Il servizio di validazione della maschere, che dal 26 marzo 2020 è attivo presso la sede del Laboratorio a Monsummano Terme, ha richiesto la progettazione, la realizzazione e la taratura a tempi di record di alcuni strumenti di misura specifici, introvabili sul mercato. Questo servizio è il risultato di uno sforzo congiunto con diversi laboratori di altre strutture regionali e nazionali, che si sono attivate con incessante impegno per supportare l’iniziativa dei tecnici di Monsummano. Questa iniziativa conferma anche il valore strategico di una struttura come il CEQ, frutto dell’impegno proficuo e duraturo di collaborazione fra pubblico e privato, per il sostegno del sistema produttivo, toscano e non solo, ma anche del servizio sanitario, della protezione civile, delle forze di polizia, del volontariato. Centinaia di produttori si sono rivolti al CEQ da marzo 2020, sia direttamente che attraverso le relazioni che il CEQ intrattiene con altri centri di ricerca, imprese, associazioni e istituzioni. Richieste sono giunte e continuano ad arrivare non solo dalla Toscana, ma dalle più diverse regioni italiane (come Lombardia, Veneto, Lazio per citarne solo alcune), e perfino da Spagna e Portogallo grazie alle segnalazioni veicolate attraverso organismi partner di Next technology Tecnotessile in progetti europei. Ma l’attività del CEQ per l'emergenza COVID-19 non si ferma qui: la struttura tecnica del CEQ e dell'intera Next Technology Tecnotessile srl sta supportando le imprese produttrici e importatrici non solo nella gestione delle pratiche di approvazione in deroga da parte dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), ma anche nelle pratiche marcatura CE delle maschere ad uso medico, con relativa registrazione sul Repertorio dei Dispositivi Medici del MInistero della Salute; tale procedura, infatti, offre alcuni importanti vantaggi che permettono di superare alcuni limiti della procedura in deroga: possibilità di immettere i dispositivi medici sul mercato dell'intera Unionie Europea, e non solo in Italia validità oltre il limite del periodo di emergenza (ad oggi il 31.01.2021) Next Technology Tecnotessile, una volta acquisita tutta la documentazione necessaria (in primis i report delle prove che attestano la conformità, le schede tecniche, l'etichetta, le istruzioni d'uso, ecc.), provvede al suo riesame, a correggere eventuali carenze documentali, a integrare documenti mancanti (es. procedure del sistema qualità, piani di campionamento, ecc.), interagendo strettamente con l'azienda. Al termine di questo riesame, quando tutta la documentazione risulta conforme, previa delega formale del produttore (o dell'importatore) Next Technology Tecnotessile srl provvede al caricamento della documentazione sul portale del Ministero della Salute fino all'ottenimento del Numero di Repertorio che dovrà essere associato al dispositivo per la sua commercializzazione. Se opportuno, i tecnici del CEQ possono anche effettuare audit presso l'azienda produttrice per verificare la conformità delle procedure gestionali ed operative e fornire indicazioni per azioni correttive (ove necessario) o spunti di miglioramento.    
Domenica, 17 Novembre 2019 15:04

Comfort termofisiologico

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La valutazione delle caratteristiche di comfort termofisiologico di un tessuto è un elemento fondamentale della caratterizzazione di un tessuto per abbigliamento, e un passaggio decisivo nella modelleria di un capo, sia esso un articolo sportivo, un capo-spalla elegante o anche un semplice articolo di biancheria. Il grado di comfort è riconducibile sostanzialmente a 2 fattori, chiaramente individuati dalla norma UNI EN ISO 11092:2014 "Tessili - Effetti fisiologici - Misurazione della resistenza termica e al vapor d'acqua in condizioni stazionarie (prova della piastra calda traspirante)". Questi fattori, o meglion proprietà intrinseche del tessuto, sono: la resistenza termica (Rct), ovvero il rapporto fra la differenza di temperatura fra le 2 facce del tessuto e il flusso di calore secco che attraversa lo spessore del tessuto stesso in condizioni stazionarie. Maggiore è il valore di Rct, maggiore è il grado di isolamento termico del tessuto. Rct si misura in (m2.K/W), e indica come il tessuto cerca di resistere al trasferimento di calore attraverso il  suo spessore la resistenza evaporativa, o resistenza al vapor d'acqua (Ret), ovvero il rapporto fra la differenza di pressione di vapore fra le 2 facce del tessuto e il flusso di calore evaporativo (comprendente componenti convettive e diffusive) che attraversa lo spessore del tessuto stesso in condizioni stazionarie. Minore è il valore di Ret, maggiore è la permeabilità del tessuto al vapore d'acqua, cioè la sua traspirabilità. Rct si misura in (m2.Pa/W), e indica come il tessuto cerca di resistere al trasferimento di vapore acqueo La conoscenza di questi due parametri consente di valutare le migliori condizioni ambientali, in termini di temperatura e umidità relativa, in cui è possibile utilizzare un determinato tessuto e i problemi che potrebbero sorgere se non utilizzato in tali condizioni ottimali.   La resistenza evaporativa (Ret) può essere utilizzata per il calcolo della permeabilità al vapore acqueo: Wd = 1 / ΦTm * Ret dove ΦTm è il calore latente di evaporazione dell'acqua alla temperatura Tm alla quale viene effettuata la misurazione. Se Tm = 35° C, allora ΦTm = 0,672 Wh/g. Wd è espresso in g /(m2.h.Pa) e indica la massa di vapore acqueo che attraversa il tessuto nell'unità di tempo. E' particolarmente utile, nella valutazione complessiva del grado di comfort, il cosidetto "indice di permeabilità al vapore d'acqua", determinato come combinazione di Rct ed Ret, ed indicato come imt: imt = S.Rct/Ret, dove S = 60 Pa/K. L'indice di permeabilità imt è di fatto un indice di traspirabilità del tessuto, e il suo valore fornisce informazioni sulla gamma di comfort del tessuto; imt è un parametro adimensionale, che può variare fra 0 e 1: imt = 0 corrisponde alla perfetta impermeabilità al vapore (Ret infinita), e quindi all'assenza assoluta di traspirabilità o ad una resistenza termica nulla imt = 1 corrisponde alla migliore termofisiologica, con ottimo bilanciamento fra traspirabilità ed isolamento termico. Il Laboratorio CEQ è in grado di misurare questi due parametri con una apparecchiatura specifica molto particolare, detta "skin model" proprio perché è in grado di ricostruire il comportamento della cute umana. Lo skin model è dotato anche di un sistema controllato per l'adduzione di acqua distillata per la simulazione della sudorazione, e quindi la misura della capacità di eliminazione del vapo acqueo che ne deriva. Le misure sono realizzate con una "piastra riscaldante di sudorazione con anello di guardia". Il campione è posizionato su una piastra sinterizzata in rame / acciaio a 35 °C (corrispondente alla temperatura media del corpo umano); intorno alla piastra c'è un cappa che produce una zona d'aria omogenea sopra il campione. Lo strumento approssima l'effetto barriera di un tessuto sulla pelle.La piastra riscaldante, dotata di sensori di temperatura, di pressione e di velocità dell'aria, viene posizionata all'interno di una camera climatica poiché la valutazione di Rct e Ret deve essere effettuata in condizioni ambientali specifiche, rispettivamente T/UR = 20°C/65% e T/UR = 35°C/40%. L'analisi viene eseguita secondo il metodo di prova UNI EN ISO 11092:2014. Per una migliore comprensione dei risultati è necessario conoscere esattamente l'uso finale del prodotto; il Laboratorio poi determina anche la bagnabilità e grammatura (peso per metro quadrato) del tessuto, secondo la UNI 5114:1982. Per l'esecuzione della prova è richiesto un campione di tessuto (o di accoppiato fra tessuti diversi, come tessuto+fodera) di forma quadrata, con dimensioni di almeno 35x35 cm. Può essere eseguita la sola misurazione della resistenza termica (Rct) quando l'aspetto evaporativo non è interessante, o di entrambi i parametri per una valutazione più completa, che a questo punto include anche l'indice di traspirabilità. Per informazioni dettagliate sulla prova, si prega di contattare il Dott. Marco Ruzzante ai seguenti recapiti: Tel. 0572-954552 Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.    
Domenica, 23 Giugno 2019 14:53

CEQ a ITMA 2019

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Il Centro Eccellenza Qualità ha partecipato, con Next Technology Tecnotessile, ad ITMA 2019, la più importante fiera al mondo per l'innovazione nel settore tessile e abbigliamento, che si è tenuta a Barcellona dal 20 al 26 giugno 2019. Nello stand è stato possibile per i visitatori incontrare tecnici e ricercatori con cui condividere necessità, idee, progetti, soluzioni, e vedere anche alcuni prototipi di materiali, o poster di progetti di ricerca, come ad esempio:    per il riutilizzo di scarti tessili o di altro tipo per la produzione si semilavorati per edilizia, arredamento, automotive, ecc.    per dare nuova vita ad attrezzi da pesca e acquacoltura abbandonati, persi o abbandonati e prevenire cos' la generazione di rifiuti marini    per lo sviluppo di compositi biopolimerici auto-rinforzati (SRPC, self-reinforced polymer composites)         Lo stand di Next Technology Tecnotessile ospita anche il distretto toscano della moda OTIR 2020 - Tuscany Fashion Cluster   Per chi non ha avuto l'opportunità di venire a trovarci ad ITMA 2019, è sempre possibile contattarci ai recapiti sotto indicati: sarà per noi un vero piacere condividere con voi proposte, idee, progetti: Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Telefono: +39-0572-954552 oppure: +39-0574-634040  
Domenica, 19 Maggio 2019 11:58

Ftalati: nuove disposizioni UE

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Con la pubblicazione del nuovo Regolamento (UE) N. 2018/2005 che modifica l'Allegato XVII del REACh, la Commissione Europea rinforza le limitazioni relative alla presenza di alcuni Ftalati in prodotti di consumo. Limiti sulla presenza di alcuni ftalati erano già da tempo presenti nella normativa europea a tutela dei consumatori, ma erano limitati ad "articoli di puericultura", cioè "destinati a conciliare il sonno o il rilassamento dei bambini, alla loro igiene e al loro nutri­mento o al succhiamento"; si tratta di tetterelle, succhiotti, biberon, contenitori per alimenti e posate per bambini, massaggiagengive per neonati, ecc.. Il nuovo regolamento estende la limitazione ai seguenti 4 ftalati: DEHP DBP BBP DIBP anche ad altre fasce di prodotto e di utilizzatori. In particolare questi 4 ftalati non potranno essere presenti in quantità superiore a 0.1% del materiale plastico (il limite si applica alla somma, non solo ai singoli ftalati), in qualunque articolo realizzato (in tutto o in parte) in materiale plastificato, cioè in uno o più sei seguenti materiali: il cloruro di polivinile (PVC), il cloruro di polivinilidene (PVDC), l'acetato polivinilico (PVA), i poliuretani qualsiasi altro polimero (tra cui le schiume polimeriche e la gomma) con l'eccezione dei rivestimenti in gomma di silicone e in lattice naturale; i rivestimenti per superfici, i rivestimenti antiscivolo, i prodotti di finitura, le decalcomanie, le stampe; gli adesivi, i sigillanti, gli inchiostri e le vernici. Le limitazioni previste dal Regolamento entreranno in vigore dal 7 luglio 2020, ma con alcune eccezioni, specificate nell'Allegato I al Regolamento, che + disponibile come allegato a questa pagina (vedi sotto). Gli ftalati sono stati a lungo utilizzati come plasticizzanti, cioè additivi per migliorare flessibilità e resistenza, in alcuni polimeri tendenzialmente rigidi, primo fra tutti il PVC, prima che se ne scoprissero i gravi effetti sulla salute: in particolare alcuni ftalati (fra cui quelli limitati dal regolamento di cui sopra) possono modificare il sistema endocrino mimando il comportamento di alcuni ormoni e quindi sbilanciandone la gestione da parte del nostro organismo, fino ad influenzare il sistema riproduttivo maschine e femminile e compromettere le capacità riproduttive. La consultazione del sistema di allerta rapido dell'Unione Europea per la sicurezza dei prodotti (RAPEX) mostra che in 14 anni (dal 2005 al 2018) sono stati segnalati ben 1591 casi di presenza di ftalati nocivi in vari prodotti (di cui circa l'89% di provenienza cinese), in gran parte giocattoli 94%. Se poi consideriamo i casi relativi ai contenitori per alimenti (rilevati dal sistema RASFF,  simile al RAPEX ma riservato al settore alimentare) scopriamo che dal 2007 al 2018 si sono riscontrati ben 108 casi di contaminazione da ftalati in contenitori per alimenti, quindi con rischio di ingestione attraverso i prodotti alimentari.  E' opportuno osservare che alcuni clienti, ad es. della grande distribuzione o della moda, hanno ampliato il divieto comunitario ad un insieme più esteso di ftalati; nella ricerca della presenza di ftalati nei prodotti è quindi opportuna anche una verifica rispetto ai capitolati di fornitura e non solo rispetto alle disposizioni cogenti. Il Laboratorio CEQ è a disposizione per eseguire analisi chimiche sui prodotti per verificarne il rispetto delle specifiche cogenti o volontarie. Per informazioni e servizi di supporto si prega di scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. indicando un recapito e il settore di appartenenza: sarete ricontattati da un nostro esperto per fornire quanto richiesto.
Domenica, 12 Maggio 2019 09:53

Prova di creep: nuova attrezzatura al CEQ!

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Il CEQ si è dotato di una nuova importante attrezzatura, interamente progettata e realizzata dal proprio staff tecnico. Si tratta di una macchina per prove di creep, al momento a temperatura ambiente (anche se a breve si aggiungerà un dispositivo termostatico di riscaldamento), in grado di: operare con 2 range di carico: fino a 8 kN e fino a 40 kN monitorare costantemente carico e allungamento del provino ospitare 3 linee di carico parallele e indipendenti, ciascuna delle quali può ospitare provini fino a circa 750 mm di lunghezza (la lunghezza massima esatta dipende dagli afferraggi) L'attrezzatura, particolarmente sviluppata per prove di scorrimento viscoso su giunti adesivi, può comunque essere impiegata anche su altri materiali, come metalli, compositi, termoplastici, ecc. La prova di creep (o scorrimento viscoso) è particolarmente importante nei materiali o componenti o giunzioni che sono soggetti a carichi pressoché costanti ma applicati per lungo periodo: è il caso appunto dei materiali termoplastici o delle giunzioni mediante adesivo strutturale che possono arrivare al cedimento non tanto perché la sollecitazione supera quella massima ammissibile (magari determinata con una prova di trazione o di taglio) ma perché una sollecitazione, pur inferiore al limite di cedimento di una prova statica, genera un lento ma progressivo scorrimento nel materiale che con il tempo giunge al collasso. Per informazioni sulla prova, sulla sua utilità e sulle modalità di esecuzione (dimensioni dei provini, condizioni di carico, tempi, afferraggi, costi, ecc.) ci si può rivolgere al laboratorio ai seguenti riferimenti: Ing. Matteo Malpaganti, Resp. prove meccaniche (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) Ing. Giuseppe Gori, Resp. Laboratorio CEQ (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)  
La pubblicazione a pochi mesi di distanza delle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018) e della nuova edizione della EN 1090-2 ha riacceso l'attenzione sulle prescrizioni di questi 2 testi normativi sui requisiti imposti ai produttori di elementi in saldocarpenteria di acciaio per costruzioni, spesso piccole e medie imprese. Il CEQ, che negli ultimi 10 anni ha fortemente rafforzato sia le dotazioni strumentali che le competenze tecniche, è a disposizione delle imprese che operano nel settore con una serie di servizi qualificati: redazione di specifiche di saldatura (WPS) formazione e qualifica dei saldatori e degli operatori di saldatura (WPQ) formazione del coordinatore di saldatura qualifica dei processi di saldatura (WPQR) redazione e qualifica di processi di taglio termico (CPS e CPQR) qualifica dei processi di foratura, di punzonatura e di formatura a freddo (piegatura) supporto per le prove iniziali di tipo (ITT) sviluppo e messa in servizio di un sistema di controllo della produzione in fabbrica (FPC) esecuzione di controlli in ingresso sui materiali (es. trazione, durezza, resilienza, esame metallografico, quantometria, ecc.) esecuzione di controlli non distruttivi con personale qualificato al 2° Liv. ISO 9712 per esami visivi (VT), liquidi penetranti (PT), controlli radiografico (RT) validazione periodica delle saldatrici accompagnamento dell'azienda nella certificazione del proprio FPC da parte di un organismo di certificazione Il CEQ opera nei propri laboratori quando sono necessarie le attrezzature fisse, ma per in molti casi, come per le prove di qualifica dei saldatori o i controlli non distruttivi, può anche organizzare il servizio presso il cliente. Per informazioni aggiuntive si prega di contattare il Resp. Laboratorio Ing. Giuseppe Gori ai segeunti riferimenti: cell. 333-1919206 email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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